CONFEDERAZIONE ELVETICA – RIGGISBERG, Abegg-Stiftung, “Nativita’ “

Tavola di piccole dimensioni dipinta da Defendente Ferrari nel 1518.

Segnalata nel: Catalogo di arte sacra: antica, moderna, applicata – Esposizione d’arte sacra antica e moderna, Roux Frassati, Torino 1898, p. 195, n. 23
Sembra provenire da Sant’Agostino di Chieri, vedi: Di Macco M.; G. Romano (a cura di); Arte nel Quattrocento a Chieri, Umberto Allemandi 1988, pp. 45-46
B. Ciliento B.; Caldera M. (a cura di), Napoleone e il Piemonte. Capolavori ritrovati, L’Artistica, 2005, pp. 41-42).

Nel 1898 il proprietario era un avvocato chierese, Carlo Bosio.
Annota Serena D’Italia: “Dietro la foto Lorenzo Rovere aveva annotato: «Chieri. Già presso la famiglia Bosio. Fotografia datami 1922 dal dr. Emilio Bosio (Casale). Dat. 1518»; l’opera è segnalata nella stessa collezione anche da Vesme: Schede Vesme, 1963-1982, vol. IV, 1982, p. 1277.”

 

Immagine da:
Serena D’Italia, Primitivi piemontesi in mostra: Torino 1880-1898; in: Simone Baiocco (a cura di), Defendente Ferrari a Palazzo Madama, L’Artistica, Savigliano 2009

VERCELLI. Museo Leone, “Nativita’ di Gesu’ ”; “Presentazione al tempio”; “Disputa con i dottori nel tempio”

Le tre tavolette dipinte a tempera, sono stilisticamente affini ai modi di Defendente Ferrari, possono essere considerate parte di una predella con episodi della vita di Gesù.
Dimensioni: 33 x 22,5 cm, con la cornice: 39 x 29,5 cm.
Realizzate nel primo quarto del XVI secolo.

L’originaria attribuzione, relativa alla loro esposizione al Museo tra il 1912 e il 1930, era a scuola vercellese del XVI secolo (cfr. G. ROMANO, “Sugli altari del Duomo Nuovo” in “Domenico della Rovere e il Duomo Nuovo di Torino“, Torino 1990, p. 329 e segg.)
Provengono dalla collezione di Camillo Leone, a lui giunte per eredità dalla sua zia materna.

Sono esposte nella Sala Rossa di Palazzo Langosco.

La prima tavoletta, NCTN 00139215, numero inventario 212, raffigura la “Natività di Gesù”, iconografia altre volte utilizzata da Defendente, con la Madonna inginocchiata che adora il Bambino posto sul lembo del suo mantello, san Giuseppe, bue e asino.


 

La seconda tavoletta, NCTN 00139215A, numero inventario 30, raffigura la “Presentazione di Gesù al tempio”. Sono presenti la Madonna, san Giuseppe, due sacerdoti e un’altra figura maschile.


 

La terza tavoletta, NCTN 00139215B, numero inventario 213, raffigura la “Disputa di Gesù con i dottori nel tempio”. Oltre a Gesù, sono presenti cinque figure.

 

 

 

 

Informazioni e immagini cortesemente fornite dal Museo Leone, che ringraziamo.

 

Rilevatore: Angela Crosta

ROMA. Collezione Pallavicini, trittico con “Madonna in trono col Bambino, san Francesco, santa Chiara ed altri Santi”


Il trittico raffigura nella tavola centrale la Madonna in trono col Bambino a sinistra san Francesco e a destra santa Chiara d’Assisi.
Lo scomparto di sinistra riporta le figure di san Giovanni Battista e santa Caterina. Lo scomparto di destra raffigura sant’Antonio da Padova e san Luigi da Tolosa.

“Il «trittico su tavola di maniera di Defendente Ferrari» con la Madonna in trono col Bambino, san Francesco, santa Chiara ed altri Santi, prestato dalla marchesa Carrega di Genova (per la mostra torinese del 1898), ha una storia ancora nebulosa. Nel 1947 Viale lo pubblicò in un articolo dedicato ad opere inedite o sconosciute di artisti piemontesi, forse ignorando che era stato prestato alla mostra ottocentesca; lo studioso riferiva che era conservata in una raccolta privata genovese ma «si trovava un tempo a Chieri».”
Vedere: Catalogo di arte sacra: antica, moderna, applicata – Esposizione d’arte sacra antica e moderna, Roux Frassati, Torino 1898, p. 196 n. 34
Barbavara G., Catalogo di Opere di Defendente De Ferraris o della sua scuola, in «Arte Sacra», 1898, pp. 258-260
Viale V., Opere sconosciute o inedite di pittori piemontesi del principio del XVI secolo, in «Bollettino della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti», n.s., a. I, 1-4, 1947, pp. 52-60 e in particolare pp. 56-57 e fig. 36.
“Queste tavole di Defendente compaiono anche nelle foto Rovere, scorniciate (come nell’immagine pubblicata dal Viale) e fotografate separatamente; gli appunti di Rovere segnalano la loro presenza nella collezione dei Medici del Vascello, mentre prima si trovavano dalla famiglia torinese dei Dorna. È difficile seguire l’ordine cronologico di questi passaggi, sembra di capire che la sequenza esatta sia Carrega – Dorna – Medici del Vascello; probabilmente Viale si riferiva a quest’ultima famiglia, di cui un ramo era storicamente residente in Liguria mentre un altro aveva acquistato già nel 1882 il castello della Mandria vicino a Torino. Resta invece misterioso il riferimento a Chieri: si tratta di una collocazione anteriore al 1898?
Oggi il trittico si trova a Palazzo Pallavicini Rospigliosi a Roma, poiché i Medici del Vascello lo hanno ceduto ai cugini romani in cambio di una Presentazione di Gesù al tempio di Gandolfino da Roreto.
Lo scambio è avvenuto già prima del 1969: Romano G., Orientamenti della pittura casalese da G. M. Spanzotti alla fine del Cinquecento, in: Quarto congresso di antichità e d’arte organizzato dalla Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti, Casale, 20-24 aprile 1969, Casale Monferrato 1974, pp. 281-314 e in particolare p. 292. (Per la tavola di Gandolfino: Federico Zeri, La Galleria Pallavicini in Roma. Catalogo dei dipinti, Firenze 1959, p. 120).

Immagine e testo da:
Serena D’Italia, Primitivi piemontesi in mostra: Torino 1880-1898; in: Simone Baiocco (a cura di), Defendente Ferrari a Palazzo Madama, L’Artistica, Savigliano 2009

TORINO. Museo Civico d’Arte Antica, “Sacra Allegoria / Gesu’ e nove santi”

Tempera su tavola (22,5 x 83,1 x 2,5 cm), dipinta da Defendente Ferrari nel 1515-1520.
Numero inventario 0515/D

Il pannello proviene dalla collezione inglese Nora Fellows di Shoul Gate Buxted, Sussex.
La cornice dell’opera, al tempo della sua collocazione in collezione privata, è conservata nelle cantine juvarriane ed è schedata al n. 1643/L.

Il Catalogo della Fondazione Zeri la intitola: “Processione di Santi e Cristo con simboli della Passione guidati da Cupido bendato”. Oltre ai nove Santi ci sono altre figure allegoriche.

Bibliografia
Mallé L., Museo Civico d’Arte Antica. I dipinti, 1963, p. 64

Link:
https://www.palazzomadamatorino.it/it/le-collezioni/catalogo-delle-opere-online/sacra-allegoria-ges%C3%B9-e-nove-santi

Immagine da:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25709/Ferrari%20Defendente%2C%20Processione%20di%20santi%20e%20Cristo%20con%20simboli%20della%20Passione%20guidati%20da%20%E2%80%A6%201

NOVARA. Musei civici, “Pieta’ ”

Tavola di 35 x 52 cm; con la cornice 63 x 80 cm
Numero inventario MC45, con titolo “La pietà” di “Scuola Ferrarese – Padovana”

Attribuita alla scuola di Defendente Ferrari da Federico Zeri col titolo: “Cristo in pietà tra la Madonna e san Giovanni Evangelista”

LA TAVOLA FU RUBATA NEL 1974 e non più ritrovata.

 

Immagine da:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25776/Ferrari%20Defendente%2C%20Cristo%20in%20piet%C3%A0%20tra%20la%20Madonna%20e%20san%20Giovanni%20Evangelista

MILANO. Pinacoteca di Brera, “San Girolamo”

Tavola 32 x 30 cm ; con cornice 50 x 46 x 3 cm
Nei depositi, senza numero d’ inventario
Realizzata nel 1509 da Defendente Ferrari.

Nota anche come “S. Gerolamo in orazione” (Romano G., Voce “Ferrari, Defendente” in Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani, vol. 46, Roma 1996)

Il precedente numero d’inventario era 274 e l’opera risulta come: “Legato dal Card. Monti all’Arcivescovado”, in: –, Elenco dei dipinti della R. Pinacoteca di Brera in Milano, Tipo-litografia C. Crespi, Milano 1906, p. 48.
Il cardinal Cesare Monti (1594 – 1650) fu arcivescovo di Milano dal 1632 e lasciò la sua collezione di 221 opere d’arte ai suoi successori alla cattedra arcivescovile ambrosiana, con un divieto assoluto di alienarle.

COLLOCAZIONE ATTUALE IGNOTA – Opere di Defendente Ferrari in collezioni private

 

“Crocifissione di Cristo con i dolenti e santa Maria Maddalena”
Attribuita da F. Zeri con nota sul retro della fotografia, 1953
Secondo la Catalogazione Zeri era in Collezione privata a Pesaro.

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25710/Ferrari%20Da


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“La raccolta dei rami d’ulivo”
Tavoletta di 23 x 28 cm, Nel 1939 del sig. Carlo Dorna, Torino. Ubicazione ignota. «In fondo a destra le torri e le mura di Gerusalemme, circondate da un grande fossato. A sinistra si eleva un grande albero, al di là del quale si intravvede lontano un paesaggio a colline e a castelli. Due giovani ( l’uno in brache rosa e giubbetto verde; l’altro in giallo e rosso) tagliano i rami d’ulivo e li raccolgono in fasci. Altri due uomini (in giubba azzurra e brache rosse l’uno, in tunica gialla l’altro) stendono a terra dei panni per la raccolta, mentre i passanti prendono lieti per la festa i ramoscelli già staccati. Il piccolo quadretto, bellissimo di composizione, è tutto una festa di colori.»Da Viale V., Gotico e Rinascimento in Piemonte (catal.), Città di Torino, Torino 1939, p.91 e tavola 69, da cui l’immagine.


“Flagellazione” e, sul retro, “Coronazione di spine” a monocromo
Scrive Serena D’Italia (in: Simone BAIOCCO (a cura di), Defendente Ferrari a Palazzo Madama, 2009): «Ha già fatto da alcuni anni la sua ricomparsa sul mercato la Flagellazione di Defendente esposta nel 1880 dal marchese Nicanore di Romagnano, ancora segnalata dal Vesme in possesso dei Provana-Romagnano e in seguito sparita dalla circolazione. È ricomparsa nel 1985 ad un’asta londinese per fare poi ritorno in una collezione privata di Torino; reca la data 1521 sulla base di un pilastro e sul retro vi è dipinta una Coronazione di spine a monocromo. Il riconoscimento dell’opera in questo caso è stato facilitato da un biglietto da visita con timbri in ceralacca applicato sul retro, che ne attestava la proprietà dei Romagnano. Vedi: Catalogo, 1880, p. 64 n. 48.
Schede Vesme 1963-1962, vol. IV, 1982, p. 1248.
La Flagellazione passò in asta da Sotheby’s Londra il 3 luglio 1985, come opera di un seguace di Spanzotti; è pubblicata in Piemontesi e Lombardi, 1989, scheda 16 di Vittorio Natale.


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“Madonna che allatta il Bambino, san Giuseppe e sant’Agostino”
Ultima ubicazione: sul mercato antiquario di Ginevra.

Link:
http://www.cassiciaco.it/navigazione/iconografia/pittori/cinquecento/defendente/ferrari.html


“Madonna (che allatta) il Bambino”
Olio su tavola, cm 85 × 58.
Una «Virgo Lactans» di Defendente Ferrari (1480/85-1540) del 1525-30, con la Madonna che allatta il piccolo Gesù sgambettante disteso sulle sue braccia, col volto in leggera torsione, lo sguardo fisso rivolto verso l’osservatore. La Vergine è ammantata entro un abbondante panneggio; la sua veste è animata dagli ampi galloni che ornano le maniche, larghe e frante, tipiche del Ferrari, con una scheggiatura geometrica. La figura della Madonna ha come sfondo una mandorla fiammante, rara iconografia.
In vendita dalla Galleria Sarti (Parigi) al Tefaf di Maastricht (Paesi Bassi) nel 2015.
https://artslife.com/2015/01/01/le-anticipazioni-della-galleria-sarti-a-tefaf-maastricht-2015/
Localizzazione precedente: Asta Wertheim, Berlino, vendita 1 ottobre 1930, n. 7, da Collezione H. Coray, Erlenbach (Confederazione Elvetica)

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25669/Ferrari%20Defe


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“Madonna che allatta il Bambino”(Collez. Saulmann)
Secondo il Catalogo Zeri era nella Collezione Saulmann a Firenze.Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25664/Ferrari


 

“Natività di Gesù”
Tavola, 25,5 × 44,5 cm
Attribuzione da classificazione F. Zeri.
Sul mercato antiquario di Milano. Segnalata nel 1990.Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25191/Ferrari%20D


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“Pietà”
Tavola di 64 x 82 cm. Ubicazione ignota
La tavola, che Emilio Roggeri attribuiva a Defendente, era in vendita a Roma nel 1895, ma Fontana, che pure era interessato, non l’acquistò perché sia Avondo che Baudi di Vesme, sulla base di una fotografia, avevano dato un giudizio negativo sull’attribuzione al Ferrari.
Nota come Pietà Spiridon, passata ad un’asta Sotheby’s New York, Important Old Master Paintings and European Works of Art, 25, nel gennaio 2007, lotto 36.Immagine e info da
Baiocco S., Defendente e la collezione Fontana in Museo, in: Defendente Ferrari a Palazzo Madama. Studi e restauri per il centenario della donazione Fontana, L’Artistica Editrice, 2009, p. 15


Presentazione e MAdornna che narra_defendente_1

 

“Presentazione al Tempio”;
“Madonna (che narra) a due Evangelisti (?)”
I due pannelli, che facevano parte di un polittico, misurano 40 x 97 cm.
Tempera su tavola a fondo oro, opera di Defendente Ferrari o della sua bottega, 1500-1540 circa.
Il secondo fu intitolato da Zeri “Apostoli scrivono ispirati dalla Madonna”.
Provengono dalla Collezione Thaon di Revel, Torino; poi nella Galleria Sestieri, Roma; dal 2018 nella Galleria Salomon, Milano, che li ha venduti recentemente.

Link:
https://www.salamongallery.it/dipinti_opera.php?codice=28
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25747/Ferrari%20
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25753/Ferrari%20


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“Re Salomone”
tempera su tavola, cm 32 x 22
Proviene da asta Sotheby’s, New York, 25-1-2008, n. 364b; collezione privata. In vendita nel 2020. Identificato dai versetti iniziali del capitolo 4 del Libro della Sapienza (Meglio essere senza figli e avere la virtù, poiché nel ricordo di questa c’è immortalità) Re Salomone è raffigurato in vesti sontuose dove all’ispirazione nordica si sovrappone una vena fantastica.
Nella relazione che accompagna il provvedimento di vincolo, stilata dalla dottoressa Sofia Villano dei Musei Reali di Torino, è stato autorevolmente suggerito che il dipinto qui offerto, inedito, costituisse uno degli elementi della predella di un polittico non identificato e che allo stesso insieme appartenesse, con ogni probabilità, il pannello (peraltro quasi identico al nostro per dimensioni) raffigurante Re David, acquistato nel 2010 dalla Galleria Sabauda di Torino (inv. 1178). vedi scheda vedi scheda.
Riferibili alla piena maturità di Defendente Ferrari intorno al 1525, la tavola acquisita dai Musei Reali di Torino e questa costituiscono un importante ritrovamento e un tassello ulteriore per la ricostruzione dell’ormai ricco catalogo dell’artista piemontese, la cui attività è documentata a partire dal 1509 e fino al 1530. Opera dichiarata di interesse particolarmente importante dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo in data 14febbraio 2020, non può essere esportata dall’Italia.

Link:
https://www.pandolfini.it/it/asta-1011/defendente-ferrari.asp



“Salomè con la testa di san Giovanni Battista”

Olio su tavola (22,8 x 34,3 cm) con un’aggiunta di 3,8 x 34,3 cm sul fondo.
Venduto all’asta il 30 settembre 2005, proveniente da asta con venditore anonimo da Christie’s, Londra, il 26 giugno 1970. Proveniente dal tenente colonnello Sir Walter Bromley-Davenport, Wootton Hall e Capesthorne.
Nel 1520 Defendente Ferrari si concentrò su narrazioni intensamente emotive su scala più piccola, di cui il presente dipinto di “Salomè con la testa di san Giovanni Battista”, è esemplare.
Link: https://www.christies.com/en/lot/lot-4573407


“San Gerolamo in un paesaggio roccioso e boscoso”
Olio su tavola (37,9 x 62,8 cm).
All’asta da Sotheby’s, New York, nel gennaio 2008.
Questa rappresentazione di San Girolamo faceva parte di una predella di una grande pala d’altare, e ci sono una serie di altre immagini simili nelle opere del Ferrari. In effetti, questo particolare santo sembra essere stato uno dei preferiti dell’artista, della sua cerchia. La composizione figurativa di Girolamo nel presente dipinto si collega quasi esattamente a quella del Santo in un’anta del polittico del 1531 nell’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso. Il pannello attuale, tuttavia, è dipinto in modo molto più elegante e sembrerebbe precedere quel dipinto di alcuni anni, per lo più intorno al 1520.
Link: http://www.sothebys.com/en/auction


SAN GEROLAMO leone-60038

 

“San Gerolamo estrae una spina dalla zampa del leone”
Tavola, 40 × 36.5 cm
Nota autografa di F. Zeri sul verso della fotografia. Il Catalogo la localizza a Roma nella Collezione Sestieri nel 1950. Localizzazione precedente: Galli, Carate Brianza (MB – Lombardia)

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25635/Ferrari Defendente%2C San Girolamo estrae una spina dalla zampa del leone


sGiovanni_batt-Pietro_martire-60115

 

“San Giovanni battista e san Pietro martire”
Tavola, cm 66.3 × 51.8
Opera di Defendente Ferrari o seguace; già nella Collezione Medici del Vascello, Genova.Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25773/Ferrari%20Defendente


“San Gregorio magno”
Olio su tavola, fondo oro (65,5 x 43 cm), senza cornice.
All’asta da Dorotheum GmbH & Co. KG, Vienna, 8 giugno 2021.
“Proviene dal commercio d’arte, Francia, intorno al 1998; ivi acquistato dall’attuale proprietario, si ringrazia Simone Baiocco per aver suggerito l’attribuzione sulla base di una fotografia. Il presente dipinto inedito è un’importante aggiunta all’opera di Defendente Ferrari. Uno dei Padri latini della Chiesa, Gregorio Magno, si riconosce dai suoi attributi della tiara papale e della colomba dello Spirito Santo che lo ispira. L’opera può essere paragonata ad un altro dipinto Defendentes, che sembra raffigurare anch’esso un santo vescovo, forse Sant’Agostino, e che si trova nella collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria (vedi V. Mosso, in: Rinascimento segreto, ed. di V. Sgarbi, catalogo della mostra, Santarcangelo di Romagna 2017, p.94f., n.34)   vedi scheda.
La raffigurazione dei due Santi è simile: entrambi sono dati in leggera veduta di tre quarti, con attenzione alle vesti riccamente ornate di perle e pietre preziose. Entrambe le opere sono riprodotte con la stessa accuratezza realistica. Inoltre, entrambe le immagini hanno un formato simile e condividono elementi di design dello sfondo, in particolare i contorni di un arco che circonda il fondo dorato da cui emergono le figure. Si è anche considerato se San Girolamo nella Collezione Bruno Meisser di Zurigo potesse essere un’altra possibile controparte di Sant’Agostino (vedi Mosso 2017). È possibile che questi due pannelli appartenessero ad un altare smontato in un momento imprecisato e che i suoi componenti fossero sparsi. in particolare i contorni di un arco che circonda il fondo oro da cui emergono le figure.”  Testo e immagine da:
https://www.lotsearch.net/lot/chivasso-1490-1540-turin-gregor-der-grosse-oel-auf-holz-goldgrund-65-5-53446363


San MArtino ubicaz sconosciuta60022

 

“San Martino dona parte del mantello al povero”
Ubicazione precedente sconosciuta.

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25201/Ferrari%20Defendente

 


sNicola_Tolentino-60085

 

“San Nicola da Tolentino”
Tavola, attribuita a Defendente Ferrari per nota autografa di F. Zeri sul verso della fotografia.
Già presso Colnaghi, Londra ,segnalato prima del 1961; poi presso Sestieri, Roma, segnalato prima del 1968; poi Schubert, Milano, segnalato nel 1968-1969.
Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25700/Ferrari%20Defendente%2C%20San%20Nicola%20da%20Tolentino


19-4 santa Caterina
“Santa Caterina”
La tavola proviene dalla Collezione del principe Wilhelm v. Hessel, messa all’asta il 5-6 ottobre 1920, n. 12 a Francoforte sul Meno (Germania); passò alla Collezione R. Bangel, Francoforte sul Meno.
Dimensioni 131 x 43 cm.
Probabilmente apparteneva a un polittico smembrato i cui scomparti sono in varie sedi, tra cui tre sono a Torino al Civico Museo d’Arte Antica, vedi https://www.defendenteferrari.afom.it/portfolio/torino-museo-civico-darte-antica-trittico-smembrato-con-san-lorenzo-san-pietro-e-santa-lucia/Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25649/Ferrari%20Defendente%2C%20Santa%20Caterina%20d%27Alessandria


 

“Sant’Agostino nello studio” e, sul retro,  “Cavaliere”
Tempera su tavola (160 x 70 cm), attribuito da F. Zeri a Defendente Ferrari, realizzato nel 1500-1540.
Era nella collezione F.S. Nitti, Parigi; nel 1985 segnalato in collezione privata a Torino.
“Sant’Agostino”, in abiti vescovili e con in capo la mitra, è seduto su una seggiola di ampie e comode dimensioni e sta davanti alla scrivania; tiene in mano un libro aperto. Sul piano della scrivania si intravede un grosso libro. Il viso ha tratti rapidi ed espressivi e ha una folta barba. La scena si svolge all’interno di una camera, piuttosto spoglia di elementi decorativi.
Il “Cavaliere” sul retro della tavola, senza armatura, in abiti dell’epoca, sta rinfoderando la spada. Sullo sfondo un castello. Immagini da:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/entry/work/25198/Ferrari%20Defendente


s Anselmo-e-Girolamo-60029

 

“Sant’Anselmo e san Girolamo”
Tavola. L’attribuzione è data da una nota anonima sul verso della fotografia della Fondazione Zeri, da cui risulta a Portsmouth (New Hampshire, USA) presso “order of St. Benedict”. Ignota l’attuale ubicazione.Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25611/Ferrari%20Defendente%2C%20Sant%27Anselmo%20e%20san%20Girolamo


santo cavaliere -60023_gw

 

“Santo Cavaliere”
Frammento di tavola. Nota autografa di F. Zeri sul verso della fotografiaLink:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25202/Ferrari%20Defendente%2C%20Santo%20cavaliere


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“Soldato”
Frammento di tavola, (15 x 10 cm).
Attribuzione per nota anonima sul verso della fotografia.Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25203/Ferrari%20Defendente%2C%20Soldato


Transito_Madonna-60031

 

“Transito della Madonna”
Tavola, cm 27 × 64. Attribuito a Defendente Ferrari per nota autografa di F. Zeri sul verso della fotografia.
Già segnalato prima del 1966 presso antiquario Moratilla, Parigi; poi collezione P. Dubois, Parigi; nel 1990 in collezione privata a Parigi.

Link:http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25705/Ferrari%20Defendente%2C%


BIELLA. Complesso di San Gerolamo, dossali degli stalli del coro

)

II complesso, che comprende la chiesa e il monastero, fu costruito sulla collina denominata ‘Monte Bethlem’, poi chiamata ‘San Gerolamo’, nella zona settentrionale della città di Biella presso il torrente Cervo. Fu fondato nel 1512 per volontà del beato Giovanni Gromo, allora parroco di Chiavazza, che voleva creare nel Biellese un cenobio per la nuova congregazione degli Eremitani Gerolamini. L’abbazia fu consacrata nel 1517 e appartenne ai frati Gerolamini fino al 1777. L’anno dopo infatti la congregazione di Biella si riunì a quella di Novara e il complesso divenne, dal 1831, proprietà del Seminario cittadino che lo adattò a residenza estiva dei seminaristi.
Nel 1864 il complesso fu venduto ai fratelli Giuseppe e Quintino Sella che trasformarono la collina nel “Parco della Collina di S. Gerolamo e l’edificio del monastero nell’attuale Villa Sella che conserva chiostro rinascimentale a due ordini di loggiati.

A fianco della Villa sorge la chiesa intitolata a san Gerolamo, con facciata a due ordini, un pregevole esempio dell’architettura rinascimentale a Biella e con una massiccia torre campanaria che si innalza dietro l’abside. La chiesa è a navata unica con sei cappelle laterali di forma rettangolare, ampio presbiterio e abside semicircolare fiancheggiata da due cappelle rettangolari. L’interno, un tempo interamente affrescato, conserva tracce della decorazione originaria: si tratta di grottesche, putti e angeli risalenti all’ambito di Defendente Ferrari. Biella dossale evid

Di pregio è il coro ligneo, uno dei migliori lavori d’intaglio del secolo XVI esistenti in Piemonte, opera di Evangelista da Cremona: i dossali degli stalli sono variamente ornati di pitture, con paesaggi, scene sacre e oggetti liturgici, realizzate nel 1523 da Defendente Ferrari. Uno di essi riproduce una delle più antiche vedute di Biella, nella quale si individuano le chiese e i palazzi del Piazzo, la chiesa di Santo Stefano al Piano con il campanile e il Monviso sullo sfondo. In un altro è raffigurato il monastero stesso con la chiesa ben visibile.
Allegato pdf con le descrizioni dei dossali tratte dal testo di Viale (1939).

 

Bibliografia
Torrione P. L’abbazia di San Gerolamo di Biella, Ediz. Ieri e Oggi, 1992
Viale V., Gotico e Rinascimento in Piemonte (catalogo mostra), Città di Torino, Torino 1939, pp. 214-221

Immagini:
Notiziario Fondazione CRB, n°4, aprile 2007
https://www.gettyimages.it/

Link:
https://www.biellaclub.it/_news/2011/San-Gerolamo/

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ROMA. Collezione Pallavicini, “s. Nicola da Tolentino”; “Cristo in pieta’”; “Cristo benedicente”; quattro tavolette con due Apostoli ciascuna

La collezione – privata e non aperta al pubblico – di Villa Pallavicini conserva alcuni dipinti, sotto elencati dalle notizie tratte dal Catalogo della Fondazione Zeri.
In corso di verifica la collocazione attuale.

“San Nicola da Tolentino”, tavola (135 × 41 cm) datato 1500 – 1540

Bibliografia
Berenson B., Italian Pictures of the Renaissance – Central Italian and North Italian Schools, 1968, v. I p. 103

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25701/Ferrari%20Defendente%2C%20San%20Nicola%20da%20Tolentino

 

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I seguenti dipinti facevano parte di una predella, scomposta nei suoi elementi, realizzata tra 1500 e 1540 circa da Defendente Ferrari.

Bibliografia:
Berenson B., Italian Pictures of the Renaissance – Central Italian and North Italian Schools, 1968, v. I, p. 103

“Cristo in pietà e simboli della Passione”, tavola, scomparto di predella con Cristo e gli Apostoli

Link
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25677/Ferrari%20Defendente%2C%20Cristo%20in%20piet%C3%A0%20e%20simboli%20della%20Passione

 

 


 “Cristo benedicente e san Bartolomeo”, tavola, scomparto di predella

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25680/Ferrari%20Defendente%2C%20Cristo%20benedicente%20e%20san%20Bartolomeo

 


“Due Apostoli” 1, tavola, scomparto di predella

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25682/Ferrari%20Defendente%2C%20Due%20apostoli

 


“Due Apostoli” 2 , tavola, scomparto di predella

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25683/Ferrari%20Defendente%2C%20Due%20apostoli

 

 


“Due Apostoli” 3 , tavola, scomparto di predella

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25684/Ferrari%20Defendente%2C%20Due%20apostoli

 


“Due Apostoli” 4 , tavola, scomparto di predella

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25686/Ferrari%20Defendente%2C%20Due%20apostoli

FRANCIA – St. PIERRE de CURTILLE. Abbazia di Hautecome/Altacomba, pannello con “Apparizione della Madonna a san Bernardo”; “pala dell’Annunciazione”

L’abbazia reale di Altacomba/Hautecombe è stata un monastero cistercense, successivamente benedettino ed infine affidata alla Comunità Chemin Neuf; mausoleo storico dei membri di casa Savoia perché il fondatore dell’abbazia fu Amedeo III, conte di Savoia nel XII secolo.
L’abbazia conserva una tavola e una pala della bottega di Defendente Ferrari.

La tavola, dipinta a olio, con l’“Apparizione della Madonna a san Bernardo scrivente”, secondo la titolazione di Federico Zeri, oppure “Miracolo della lattazione di san Bernardo” è l’unico scomparto rimasto di una pala, opera della bottega di Defendente Ferrari (1500-1540 circa)
Si tratta di un dipinto notevole per il suo tema raro, nonché per la grande finezza della composizione e della lavorazione. Il Santo reca il pastorale abbaziale, in quanto abate di Chiaravalle (Clairvaux), sia il libro, in quanto dottore della Chiesa. La tavola raffigura un episodio legato alla vita contemplativa e mistica di S. Bernardo, tratto da una leggenda di origine spagnola che appare rappresentato per la prima volta nella pittura dei monasteri cistercensi affiliati all’abbazia catalana di Poblet verso il XIII secolo.

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La pala, opera della bottega di Defendente Ferrari (1520 circa) è composta da quattro pannelli.

Détail d’un retable attribué à Defendente Ferrari, dans l’abbaye de Hautecombe, à Saint-Pierre-de-Curtille en Savoie, en France. (Photo by Xavier DESMIER/Gamma-Rapho via Getty Images)

 

Il pannello principale presenta l’Annunciazione dell’Angelo alla Vergine Maria. Gli altri tre dipinti descrivono la Decapitazione di san Giovanni Battista, la Sepoltura di Gesù e la sua Presentazione al tempio.

 

Bibliografia
Castelnuovo E.; Ginzburg C., Centro e periferia, in: Storia dell’arte italiana – Questioni e metodi, 1979, n. 256

Immagini da:
https://hautecombe.chemin-neuf.fr/patrimoine-de-labbaye/oeuvres-d-art/

http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25595/

https://www.gettyimages.ch/detail/nachrichtenfoto/d%C3%A9tail-dun-retable-attribu%C3%A9-%C3%A0-defendente-ferrari