CERES (To), fraz. Voragno. Cappella S. Lorenzo e S. Sebastiano.

La cappella di Voragno venne edificata nel Cinquecento e fu ampliata nel terzo quarto del Settecento dal signor Bianco-Fria Nicolao di Voragno.
Come attesta un documento rinvenuto presso l’Archivio Parrocchiale di Ceres, il 16 aprile 1910 l’allora vicario di Ceres Giovanni Milone ottenne, con Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione, che la cappella di Voragno e i suoi affreschi risalenti alla prima metà del Cinquecento fossero riconosciuti come monumento pregevole d’arte e di storia.
Nel 1930 il Principe di Piemonte, venuto nelle Valli per delle manovre militari, si fermò ad osservare questi affreschi e ne fece un rilievo fotografico, soprattutto per la parte relativa al Santo Sudario.
Negli ultimi decenni i dipinti sono stati restaurati due volte: nel 1978 e nel 1997. Tali interventi piuttosto ravvicinati nel tempo si sono resi necessari per la posizione particolarmente esposta agli agenti atmosferici ed inquinanti della parete sulla quale l’affresco si trova, prospiciente alla stretta strada provinciale.
Il restauro del 1978 è stato eseguito da Guido Nicola, il quale ha effettuato delle iniezioni di consolidamento nell’intonaco, ha fissato il colore e ha steso un velo protettivo di polaroid. Prima del fissaggio definitivo, sono state eseguite delle integrazioni ad acquerello.
L’opera svolta nel 1997 dalla ditta Rocca di Balangero, con la supervisione della Soprintendenza per i beni artistici e storici del Piemonte, ha avuto l’effetto di riportare in vita linee e colori, rendendo nuovamente leggibile quello che risulta il più antico affresco al mondo raffigurante un’ostensione pubblica della Reliquia.
Al termine dei lavori di restauro è stata posta una grande copertura in lastre di lexan, progettata dall’architetto Guido Icardi per difendere le pitture dall’aggressione degli agenti atmosferici e dall’inquinamento. Tale struttura di protezione ne consente comunque una buona visibilità e ha permesso di mantenere l’affresco nel suo contesto originale.
Un’analisi dettagliata di tali affreschi è stata fatta dal barone Giovanni Donna d’Oldenico in un suo saggio interamente dedicato a questi dipinti.

Edificio a pianta di forma rettangolare, di dimensioni interne di circa 6.45m x 15.80m, con sacrestia di dimensioni 3.60m x 3.10m e di altezza inferiore rispetto al resto della chiesa.
La facciata, intonacata con intonaco grezzo, è simmetrica e ha una sola finestra quadrata sopra la porta d’ingresso in legno a due battenti. Ai lati della finestra ci sono due affreschi. In basso la facciata termina con uno zoccolo con intonaco grezzo.
Le pareti laterali sono realizzate in pietra come tutte le altre murature e sono rifinite con intonaco grezzo; sulla parete prospiciente la strada provinciale vi sono gli affreschi raffiguranti il Santo Sudario. Sempre sulla stessa parete vi sono cinque finestre delle quali tre sono situate in corrispondenza delle prime due campate, mentre le altre due, collocate sopra gli affreschi, si trovano in corrispondenza delle due campate verso l’altare. Le tre finestre delle prime campate, quella della sacrestia, quella della facciata principale e la porta d’ingresso, sono tutte contornate da una cornice di intonaco bianco. Nel tratto in cui vi sono gli affreschi vi è una porta attualmente murata.
Il campanile è inglobato nella costruzione, posto in corrispondenza del muro di facciata: anch’esso è realizzato in pietra ed è intonacato come le murature dell’intero edificio.
La copertura è costituita da un tetto a falde, con orditura in legno e manto di copertura in lose.
Si entra salendo quattro gradini. La cappella è a navata unica, ma l’ambiente è suddiviso in campate di larghezza decrescente andando dall’ingresso verso l’altare.
Le pareti interne sono intonacate, come pure la volta.

La copertura dell’ambiente è costituita da quattro volte a crociera: le prime due verso l’ingresso sono più basse rispetto alle due verso l’altare perché sopra le prime c’è il coro che è coperto con volta in legno.
La pavimentazione è in lastre di pietra.
Attualmente questa cappella viene officiata in occasione della festa di San Lorenzo che ricorre il 10 agosto.

[Cfr. P. MASSAGLIA, Chiese e cappelle in Val d’Ala. Comuni di Ceres, Ala di Stura, Balme. Schede d’inventario (Società Storica delle Valli di Lanzo – XCVII), Lanzo Torinese, 2006]

Fonte:
https://www.parrocchiaceres.it/index.php/chiesa-e-cappelle/8-cappella-s-lorenzo-e-sebastiano

Info:
Parroco Don Claudio Pavesio – Cell. 335/8000467
Segreteria: 0123/53 313 – Orario: Lun. Giov. Sab. – ore 9:30 – 11:30

Nota:
Gli affreschi sindonici risalgono alla terza decade del Cinquecento e sono opera di buona mano pittorica ricollegabile all’ambito della Scuola Vercellese che ha avuto maestri di chiara fama, quali Defendente Ferrari e i Giovenone.