FRANCIA – BOURG-EN-BRESSE. Musée municipal/musée de Brou, “Deposizione dalla croce”; “Nascita di Giovanni Battista”

Il Museo municipale, dal 1924 è sito nel Monastero de Brou.
Conserva due opere di Defendente Ferrari.

 

Deposizione (di Cristo) dalla croce

Tempera su tavola trasferita su tela (94 × 86,6 cm), realizzata nel 1505-1507 circa. Numero inventario 968.2.
La scena della Deposizione raffigura una dozzina di personaggi disposti in piccoli gruppi: in alto a sinistra, Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea che reggono il martello che ha permesso di strappare i chiodi dalla croce; san Giovanni, rappresentato come un giovane adolescente, sostiene Cristo per le spalle mentre la Vergine, circondata dalle tre Marie, alza leggermente il braccio del figlio. Le quattro figure, in alto, a destra, non sono chiaramente identificabili, con la possibile eccezione della figura con l’elmo, forse il soldato romano Longino, che diede un colpo di lancia nel fianco di Cristo.

 

Immagine da:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:La_déposition_de_la_croix.jpg

 

 


Nascita di Giovanni Battista

Bourg-en-Bresse-Birth of St John the Baptist, by Defendente Ferrari

La scena raffigura, a sinistra sant’Elisabetta a letto, mentre Zaccaria sta scrivendo il nome del bambino. A destra, la Madonna tiene in braccio il piccolo Giovanni. Tre serve, una sullo sfondo a destra e altre due in basso in primo piano. Tutti i personaggi sono riccamente abbigliati con particolari dettagliati finemente.

 

Immagine da

https://www.gettyimages.it/detail/fotografie-di-cronaca/birth-of-st-john-the-baptist-by-defendente-fotografie-di-cronaca/148277511

USA – BALTIMORA (MA). The Walters Art Museum, “Sacra Famiglia con angeli”

Olio e oro su tavola (147 x 72 x 1 cm), dipinto da Defendente Ferrari nel 1520 circa.
Il dipinto era probabilmente la parte centrale di un polittico. Numero inventario 37.711. Esposto al terzo piano. Intitolato nel Museo come “The Holy Family with Angels”, nel catalogo Zeri come “Madonna con Bambino in trono, san Giuseppe e angeli”.

La Madonna è in trono, con due angeli la incoronano, tiene in braccio il Bambino, che si gira con un gesto affettuoso per abbracciare san Giuseppe. Sulla sinistra vi sono angioletti, uno dei quali suona un flauto. San Giuseppe è raffigurato come un vecchio che ha in mano un paio di occhiali per leggere il libro che tiene appoggiato al trono.
L’iscrizione sul cartiglio in basso: “PARTVS ET INTEGRITAS DISCORDES TEMPORE LVNGO | VIRGINIS IN GREMIO FOEDERA PACIS HABENT” (Parto e la castità, da molto tempo discordanti, hanno un legame di pace in grembo alla Vergine).

Proviene dalla Collezione di don Marcello Massarenti, Roma [data e modalità di acquisizione sconosciute; catalogo 1897: n. 90,]; acquistato da Henry Walters, Baltimora, 1902; per lascito al Walters Art Museum, 1931.

 

Bibliografia:
Berenson B., Italian Pictures of the Renaissance – Central Italian andNorth Italian Schools, 1968, vol. I, p. 102
Fredericksen B.B./ Zeri F., Census of Pre-Nineteenth-Century ItalianPaintings in North American Public Collections, 1972, p. 69
Zeri F., Italian Paintings in the Walters Art Gallery, 1976, p. 417,scheda n. 289

Immagine da Wikimedia Commons

Link:
https://art.thewalters.org/detail/18355/the-holy-family-with-angels/

BERGAMO. Accademia Carrara. “Cristo in meditazione seduto sulla Croce”.


Cristo in meditazione seduto sulla Croce, olio e tempera su tavola, 47,1 x 31 cm, dipinto nel 1520 circa.

Esposto all’Accademia Carrara, sala 12, numero inventario 58AC00091.
Donato al museo da Francesco Baglioni, 1900

Questo pannello, insieme con quello della “Flagellazione di Cristo”, vedi scheda, fungevano da ante mobili di un complesso che aveva al centro la “Crocifissione”, vedi scheda, ora conservata nelle raccolte del Museo d’Arte Antica di Palazzo Madama a Torino.

 

Il trittico sviluppa il tema della Passione di Cristo inserendo un episodio di derivazione nordica, quello del Cristo spogliato che medita sul suo prossimo sacrificio, mentre uno sgherro sta finendo di preparare la croce.
La finezza esecutiva e qualità smaltata dei colori caratterizzano lo stile di un pittore sofisticato e attratto dall’arte del nord Europa.

 

Immagine e notizie da https://www.lacarrara.it/catalogo/58ac00091/

BERGAMO. Accademia Carrara. “Flagellazione di Cristo”.


Flagellazione di Cristo, olio e tempera su tavola, 46,8 x 30,2 cm, dipinto nel 1520 circa

Esposto all’Accademia Carrara, sala 12, numero inventario 58AC00090. Donato al museo da Francesco Baglioni, 1900

Questo pannello, insieme con quello di “Cristo in meditazione seduto sulla Croce”, vedi scheda, fungevano da ante mobili di un complesso che aveva al centro la “Crocifissione”,   vedi scheda, ora conservata nelle raccolte del Museo Civico d’Arte Antica di Palazzo Madama a Torino.

Il trittico sviluppa il tema della Passione di Cristo inserendo un episodio di derivazione nordica, quello del Cristo spogliato che medita sul suo prossimo sacrificio, mentre uno sgherro sta finendo di preparare la croce.
La finezza esecutiva e qualità smaltata dei colori caratterizzano lo stile di un pittore sofisticato e attratto dall’arte del nord Europa.

Immagine e notizie da https://www.lacarrara.it/catalogo/58ac00090/

BERGAMO. Accademia Carrara, “Adorazione dei Pastori”.


Adorazione dei pastori, olio su tavola, 63 x 43 cm, dipinto da Defendente Ferrari nel 1530-1535

Esposto nella sala 12, numero inventario 58AC00182.
Proviene dalla Collezione Giacomo Carrara, 1796

Il dipinto presenta, in alto al centro, sulla pietra nel pilastro, la scritta: «FP».

 

Notizie e immagine da https://www.lacarrara.it/catalogo/58ac00182/

GERMANIA – BERLINO. Staatliche Museen – Gemäldegalerie, “Adorazione del Bambino con un donatore”


Adorazione del Bambino con un donatore, tempera su tavola, 176 × 82,5 cm, 1511
Esposto nella Gemäldegalerie der Staatlichen Museen zu Berlin, Kabinett 31, numero inventario 1147

Dipinto da Defendente Ferrari nel 1511.
Ne è stata proposta la provenienza originaria dall’altare dell’Immacolata Concezione nel Duomo di Torino, di cui era titolare il canonico Andrea Provana (Romano G, Sugli altari del duomo nuovo, in Domenico della Rovere e il duomo nuovo di Torino, Torino 1990, p. 270)

Iconografia simile a quella di altre opere di Defendente (ad esempio in San Giusto di Susa (TO) vedi scheda).

 

Bibliografia:
– Romano Giovanni, Ferrari Defendente, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 46, Roma, 1996, pp. 537–541.
https://www.treccani.it/enciclopedia/defendente-ferrari_%28Dizionario-Biografico%29/

Links:
https://www.kunstbeziehung.de/work.php?sd%5BwCode%5D=5c48a236a9ae9
https://www.smb.museum/museen-einrichtungen/gemaeldegalerie/home/

USA – MADISON. Chazen Museum of Art, “Madonna in trono col Bambino ed i santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista”


Olio su pannello (231,14 x 152,4 cm).
Dipinto da Defendente Ferrari nel 1525 circa.
In esposizione nel Chazen Museum of Art dell’Università del Wisconsin-Madison, inventario numero 61.4.7

La tavola era nelle collezioni del settimo duca di Newcastle-under-Lyme; venduta [con attribuzione al Foppa] da Christie’s (Londra, Inghilterra) (lotto 29) a Giuseppe Bellesi (Londra, Inghilterra) il 4 giugno 1937; passata nella collezione di Alessandro Contini-Bonacossi (Roma e Firenze, Italia) e venduta a Samuel H. Kress (New York, NY) il 16 settembre 1938; nel settembre 1961 fu donata dalla Samuel H. Kress Foundation (New York, NY) all’Università del Wisconsin Madison; nel 1967 fu trasferita all’Elvehjem Art Center che ora è chiamato Chazen Museum of Art.

Lo stile di Defendente Ferrari mostra le qualità raffinate dell’arte tardo gotica nell’attenzione ai dettagli, nell’uso di colori simili a gioielli e nell’angolosità dei drappeggi.
Questo grande dipinto devozionale, o pala d’altare, che raffigura la Vergine in trono con il Bambino è chiamato anche “sacra conversazione”. La Madonna è affiancata da due Santi; ci sono due angeli musicanti sul dossale del trono e altri due in alto che le pongono una corona sul capo.
La scritta sul trono della Madonna: “AVE REGINA CELOR (UM)”.
Le figure sono dipinte come se fossero all’interno di una chiesa, rappresentata come un’estensione dello spazio effettivo che questa tavola avrebbe occupato sull’altare di una cappella.

Da quello che si sa delle altre opere di Defendente, questo dipinto potrebbe essere stato il pannello centrale di una pala d’altare a più scomparti, o polittico.

 

Link:
https://chazen.wisc.edu/collection/3605/madonna-and-child-enthroned-with-saints-john/

USA – DENVER. Denver Art Museum, “Cristo nella casa di Marta e Maria Maddalena”


Olio su tavola (153,67 x 76,2 cm), raffigura “Cristo nella casa di Marta e Maria Maddalena”, 1505-1515
L’attribuzione è a Defendente Ferrari (oppure a Giovanni Martino Spanzotti, 1480 – 1523 circa).

Il dipinto appartenne a Mario Michela, Piemonte; Luigi Cora, Torino; Achillito Chiesa; Conte Alessandro Contini Bonacossi [1878-1955] Roma, Firenze.
Secondo la corrispondenza tra il Curatore di Arte Europea del Denver Museum of Art e un Conservatore del Museo di Palazzo Madama a Torino, il dipinto è stato documentato nella Collezione Chiesa dopo essere passato per la Collezione Cora.
La fotografia del dipinto della Collezione Cora è conservata presso l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero ed è stata pubblicata su “Pittura dal Duecento al Primo Cinquecento nelle fotografie di Girolamo Bombelli“, Milano, 1991.
È molto probabile che il dipinto sia stato acquistato da Contini direttamente da Chiesa.
Al Denver Art Museum sono in corso ricerche sulla provenienza e verranno pubblicate le informazioni non appena saranno disponibili.
Il dipinto fu venduto a Samuel H. Kress [1863-1955] il 16 luglio 1930; poi nel 1931 fu donato al Denver Art Museum, numero inventario 1931.4.

 

Info e immagine:
https://www.denverartmuseum.org/en/object/1931.4
Mail: provenance@denverartmuseum.org

TORINO. Galleria Sabauda, Polittico di Sant’Ivo

Il polittico con Sant’Ivo che raccoglie le suppliche dei poveri, tra la Messa di san Gregorio e san Giovanni evangelista a Patmos.
Alla destra e alla sinistra di sant’Ivo sono raffigurati rispettivamente una giovane donna con accanto un bambino e un uomo in abiti eleganti, forse la famiglia Lingotto, committenti dell’opera.
In alto, ai lati del fastigio, sono poste due sculture rappresentanti l’arcangelo Gabriele e Maria, forse aggiunte nell’Ottocento.
La predella riporta le Storie di santa Maria Maddalena, non pertinenti con i soggetti dell’opera.  Si ritiene pertanto che questa provenga da un altro polittico.
Il montaggio iconografico in generale dell’opera è curioso: inconsueto il fatto che due tavole a pendant di uno stesso polittico nel registro inferiore abbiano fondi di colore diverso; l’accostamento di tre pannelli con storie di pari importanza è per il Piemonte un fatto inedito; inattesa è anche sul coronamento l’immagine di Edessa (1).


L’Adorazione al centro del registro superiore, tra i santi Michele e Caterina, è invece stilisticamente e iconograficamente vicina a quella della tavoletta, sempre di Defendente, conservata al Museo Borgogna di Vercelli (1520 circa), vedi scheda.


Il gusto fiammingo di soffermarsi sulla preziosità dei tessuti come nel pannello con la Messa di san Gregorio in particolare, anticipa gli esiti più alti della pala dell’Adorazione dei Magi a Leinì (1524-25) vedi scheda .
Nel 1982 il polittico fu acquistato dalla Galleria Sabauda presso gli eredi del senatore Rosazza.

Il polittico viene datato intorno al 1520 e proviene dalla Collegiata di Santa Maria della Scala a Moncalieri (To); è dipinto a tempera su tavola, misure una larghezza di cm. 270 per una altezza di cm. 345 e si trova al piano terra della Galleria Sabauda, numero inventario 1061.
Il polittico, attribuito a Defendente Ferrari da Cavalcaselle intorno al 1870, quando era ancora collocata nella collegiata di Santa Maria della Scala a Moncalieri (To), entrò successivamente nella collezione del senatore Federico Rosazza e venne trasferito dal 1880 nella parrocchiale di Rosazza, presso Biella.
L’opera venne probabilmente commissionata intorno al 1520 da Michele Lingotto per la propria cappella gentilizia a Moncalieri (To).
E’ stato messo in dubbio che la predella con le “Scene della Maddalena” e il gruppo scultorio dell'”Annunciazione” facessero parte dell’originario polittico.

NOTA  (1) Era un telo con l’immagine del volto di Cristo, venerato dalle comunità cristiane orientali, detto mandylion https://it.wikipedia.org/wiki/Mandylion

CIRIE’ (TO). Duomo, Defendente Ferrari, “I santi Agostino e Nicola da Tolentino ai piedi della Vergine incoronata con il Bambino e devoti oranti”

La tavola dipinta a tempera su legno delle dimensioni 256 x 185 cm si trova nel Duomo di San Giovanni a Ciriè.
In origine si trovava sull’altare Provana di Leynì/Leini della chiesa di Santa Maria delle Grazie, che apparteneva al convento agostiniano eretto nel 1483, chiuso nel 1798 con successiva spoliazione e demolizione. Alcune opere, in particolare due pale di Defendente, tolte dal convento, furono distribuite tra le chiese di San Giovanni e di San Giuseppe (vedi scheda).

L’opera presenta un paio di iscrizioni: “PRE/CEP/TA/ PAT/RIS/ MEI/ SERV/AVI” che si legge sul libro aperto di san Nicola e “ORA PRO POPVLO/ 1519” che osserva sotto i piedi della Vergine e che non è coeva al dipinto; forse fu tracciata quando alla tavola si cambiò forma da rettangolare a ovale e vi fu praticato il foro in basso per la visione di una reliquia.
L’opera costituisce un momento importante nel percorso artistico di Defendente Ferrari e si colloca in continuità con un’altra grandiosa pala d’altare che il pittore aveva portato a termine sempre a Ciriè nel 1516 nella chiesa di san Giuseppe vedi scheda. La tavola di san Giovanni in effetti ne riprende la impegnativa inquadratura architettonica così come il tentativo di espandere in forme classiche l’intera composizione.
Questa tavola è conosciuta anche come la Madonna del Popolo per la straordinaria struttura compositiva che esprime una forte coralità religiosa dove l’intero popolo e i Santi celebrano la grandezza di Maria che viene incoronata da Iddio Padre. Due angeli le reggono il mantello aperto, iconografia tipica della “Madonna della Misericordia”. Ai lati del suo trono troviamo Agostino in vesti episcopali mentre sta leggendo un libro e san Nicola da Tolentino col libro aperto verso lo spettatore.
In basso, a sinistra la folla dei devoti capeggiati da un papa; ci sono un cardinale, una figura forse di imperatore, nobili e dignitari. A destra sono raffigurate le devote capeggiate da un’imperatrice, seguono nobildonne in abiti ricchi di colori e monache.

 

Immagine da:
http://www.cassiciaco.it/navigazione/iconografia/pittori/cinquecento/defendente/ferrari_cirie_1.html