TORINO. Museo Civico d’Arte Antica, “Fuga in Egitto” 2

Tempera su tavola (24 x 36,5 x 1,5 cm) realizzata dalla bottega di Defendente Ferrari, secolo XVI
Numero inventario 0502/D
Il dipinto, con il pendant alla scheda 0501/D, – “Visitazione” 1 –vedi scheda è opera di una personalità dell’atelier di Defendente denominato “secondo aiuto” da L. Mallé,1963, p. 71.

Immagine da:
https://www.palazzomadamatorino.it/it/le-collezioni/catalogo-delle-opere-online/la-fuga-egitto-1

TORINO. Museo Civico d’Arte Antica, “Fuga in Egitto”

Tempera su tavola (24,5 x 43 x 1,5 cm), dipinta da Defendente Ferrari nel 1510 circa.
Numero inventario 0511/D

Immagine da:
https://www.palazzomadamatorino.it/it/le-collezioni/catalogo-delle-opere-online/la-fuga-egitto-2

TORINO. Museo Civico d’Arte Antica, tondi con “Angelo annunziante ” e “Vergine Annunziata”

 

Tempere su tavole rotonde, diametro 18 cm e 18,5 circa, con cornice moderna, realizzate da Defendente Ferrari nel XVI secolo.
Numero inventario 0507/D e 0506/D

 

Immagini da:
https://www.palazzomadamatorino.it/it/le-collezioni/catalogo-delle-opere-online/angelo-annunziante

https://www.palazzomadamatorino.it/it/le-collezioni/catalogo-delle-opere-online/vergine-annunziata-0

SAN MARTINO ALFIERI (AT). Chiesa parrocchiale di San Carlo e Santa Maria, “Assunta e Vita di Maria Vergine”

L’edificio della chiesa fu costruito dal 1829 al 1833, in sostituzione del precedente, non più adeguato alle esigenze della popolazione e ormai fatiscente, che si trovava vicino al lato meridionale del castello degli Alfieri e che era intitolata alla Natività di Maria, citata in una bolla di papa Innocenzo II del 1134.
Il marchese Carlo Emanuele Alfieri decise di far costruire a sue spese una nuova Parrocchiale e affidò il progetto a Ernesto Melano. Demolita la vecchia chiesa, la nuova fu completata e consacrata nel 1883 sotto il titolo di San Carlo Borromeo, in ricordo dell’antica parentela fra la famiglia del Santo e quella degli Alfieri.

Nella cappella sinistra, il polittico della scuola di Defendente Ferrari, che misura 225 x 336 cm, è formato da cinque scomparti, un baldacchino a tre pannelli e una predella in una ricca cornice scolpita e dorata.
Il polittico era in origine a Moncalieri, in una cappella di patronato dei Le Duc, solo nell’Ottocento fu trasportato a San Martino dagli Alfieri che collocarono sul loro altare nella Chiesa parrocchiale.
Nella tavola centrale, entro una mandorla d’oro su fondo azzurro cui fanno corona dei cherubini, vi è la Madonna Assunta.
Nella descrizione di Viale (1):«Nel pannello in alto a sinistra san Gioacchino … che riceve da un angelo l’annunzio della sua prossima paternità. Inferiormente si vede dipinto in una oscura navata di tempio, lo Sposalizio della Vergine e di san Giuseppe …. Nel pannello superiore di destra … la Madonna annunciata. In basso il Transito di san Giuseppe.
Il cielo del singolare baldacchino (così fatto a riparare il quadro dalla polvere) è diviso in tre scomparti: l’Incontro di san Gioacchino e sant’Anna, la Nascita della Vergine, la Presentazione di Maria al tempio.
Nella predella è dipinto a mezzo busto il Salvatore tra i dodici Apostoli.»

L’Assunta e lo Sposalizio della Vergine sono composizioni molto simili a quelle che si ritrovano in altri quadri di Defendente (ad esempio l’Assunta del Museo Borgogna a Vercelli, vedi scheda; lo Sposalizio dei Musei civici/Palazzo Madama a Torino, vedi scheda).

Prosegue Viale: «Ma basta osservare… come indurisce ogni linea, come mal misura i passaggi di colore e di tono, per accorgersi che l’opera non è di mano del sensibile, delicato e fine pittore di Chivasso. Ogni dubbio cade quando si esaminano le scene del baldacchino, con le sue figurine dure e un po’ goffe, assai diverse da quei mirabili gioielli che Defendente sa miniare nelle sue predelle o negli stalli del coro di San Gerolamo (Biella), vedi scheda.»

(1) Viale V., Gotico e Rinascimento in Piemonte (catal.), Città di Torino, Torino 1939, pp. 191-192 e tavola 72, da cui l’immagine.

Link:
http://www.comune.sanmartinoalfieri.at.it/Home/Guida-al-paese?IDDettaglio=29482

SAVONA. Chiesa di Sant’Andrea, “Madonna del Buon Consiglio”

Nel 1714 i Gesuiti demolirono una precedente chiesa del XII secolo dedicata a Sant’Andrea per costruire l’attuale edificio – oggi in Piazza Consoli – che dedicarono a Sant’Ignazio. Nel 1773 l’Ordine fu soppresso e subentrano i preti Lazzaristi, fino al 1812 quando la chiesa ritornò ad essere parrocchia di Sant’Andrea Apostolo. Contiene opere del XVI, XVIII secolo e un’icona bizantina.

Sul secondo altare sinistro, la tavola opera di Defendente Ferrari, con La Madonna del Buon Consiglio. La Vergine è in trono e sorregge con la mano il Bambino seduto sul suo ginocchio destro. Il trono presenta motivi classici a candelabra ed è ricco di intarsi marmorei.
La scena è delimitata da una stretta architettura prospettica illuminata da un oculo al centro. Nella parte alta del trono, a sinistra, il busto del committente; a destra, un angelo raccolto in preghiera. In alto due angioletti poggiano sul capo della Madonna una preziosa corona.
L’opera era probabilmente la tavola principale di un polittico, oggi disperso, conservato nella chiesa di sant’Agostino che sorgeva di fronte alla Torretta.
Per la tavola di Defendente Ferrari non è stato ad oggi stato ritrovato un documento di pagamento all’artista o notizie che possano ricondurre direttamente a questo pittore ma l’opera gli fu attribuita da Gian Vittorio Castelnovi in occasione di alcuni restauri eseguiti dalla Soprintendenza nel territorio della diocesi di Savona nel 1951.
La tavola cinquecentesca è racchiusa e incorniciata da una grande dipinto su tela opera del savonese Giuseppe Bozano o Bozzano (1815-1861) con varie figure tra le quali Tobiolo e l’angelo e l’arcangelo Raffaele, temi iconografici legati ai santi protettori dei naviganti.

Bibliografia:
Bartoletti M., Defendente Ferrari a Savona: la ‘Madonna del Buon Consiglio’ nella chiesa di Sant’Andrea, in “Il polittico di Bianze. L’autunno di Defendente Ferrari”, catalogo della mostra di Vercelli a cura di C. Lacchia e M. Caldera, Milano 2015, pp. 45-51.

Link:
https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g194908-d8874156-Reviews-Chiesa_di_Sant_Andrea-Savona_Italian_Riviera_Liguria.html

https://www.ivg.it/2009/05/savona-al-via-il-restauro-della-chiesa-di-santandrea/

https://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-bozzano_%28Dizionario-Biografico%29

LEINI (TO). Chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, “Adorazione dei Magi”


Probabilmente l’opera fu legata alla committenza della famiglia Provana che aveva il patronato della chiesa di Leini.
La tela raffigurante l’Adorazione dei Magi, opera di Defendente Ferrari, datata 1523, compare tra gli arredi della chiesa solo a partire dal 1833, quando per la prima volta risulta nell’inventario redatto il 28 ottobre. L’opera non viene citata né nella visita pastorale del Franzoni (1839), né da Goffredo Casalis (1841), né da Bertolotti (1867): l’assenza di informazioni a tal proposito lascia intendere che la tela non fosse esposta al pubblico ma conservata, probabilmente, nella casa parrocchiale.
Con lettera datata 22 aprile 1890, il prefetto della Provincia di Torino, ordinò di “riporre tosto nella chiesa il dipinto”, depositato nella casa del parroco. Dal 1907 iniziarono lavori di ampliamento e sopraelevazione della Chiesa. Nel 1910 la tela fu collocata in sacrestia. Un primo restauro fu effettuato nel 1939.
Nel 1954 la soprintendente alle Gallerie del Piemonte Noemi Gabrielli dispose il ritiro della pala dalla chiesa di Leinì, a causa del suo “cattivo stato di conservazione”, al fine di provvedere al restauro, a spese della medesima Soprintendenza, e al deposito presso la Galleria Sabauda.
Tra il 1994 e il 1996  fu compiuto il restauro della tela.
Il 28 giugno 2009 la tela di Defendente Ferrari fu riconsegnata alla chiesa parrocchiale di Leinì.
L’associazione La Barbacana fu promotrice di questo evento, in occasione del quale fu redatto il testo in bibliografia.

La tavola ( 139 x 180 cm), posta ora sopra la porta della sagrestia in fondo alla navata di destra, non è nella posizione migliore per una visione ottimale: si trova troppo in alto, la distanza e i riflessi della luce impediscono la percezione dei particolari. Il primo Re indossa una veste dorata con ornati a fogliami e un mantello giallo scuro con rovescio verde; il Re moro ha veste bianca e tunica azzurrina ricca di gemme e oro; il terzo è  in abito violaceo scuro e mantello rosso ornato di fiori d’oro e rovescio azzurro. Affollato di figure il corteo regale.

La scena raffigurata da Defendente è simile a quella dello scomparto centrale del trittico alla Galleria Sabauda di Torino vedi scheda.

 

Bibliografia:
Nicola A.R., Appunti sul restauro e sulla tecnica di esecuzione dell’Adorazione dei Magi di Defendente Ferrari in: Defendente Ferrari a Leinì, a cura di Paola Astrua, Ed. Celid,2011

Viale V., Gotico e Rinascimento in Piemonte (catalogo mostra), Città di Torino, Torino 1939, pp. 83-84 e tavola 68, da cui l’immagine in b/n.

Link
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedaca.jsp?sercd=56939

LEINI -adorazione-VialeBN500

TORINO. Pinacoteca dell’Accademia Albertina, “Adorazione del Bambino e Santi”

Olio su tavola, 1509-35 circa
Questa Adorazione del Bambino con vari santi, dalla cappella maggiore di San Domenico a Biella, di patronato dei Gromo di Ternengo, approdò dopo le soppressioni napoleoniche all’Accademia Albertina di Torino; numero inventario 218.

L’opera appare molto vicina ai laterali della pala della Sacra (vedi vedi scheda) e come quel trittico concepita secondo un nuovo, moderno concetto di pala a impostazione architettonica, in cui conta vistosamente il rapporto prospettico tra cornice e tavola dipinta. Sono questi probabilmente i primi capolavori del Ferrari liberatosi dalla tutela dello Spanzotti.

Le figure sono disposte in tre gruppi: al centro la Madonna e san Giuseppe che adorano il Bambino coricato su un panno scuro disteso sul suolo; a destra vi sono san Francesco, santo Stefano e san Giacomo Maggiore; a sinistra un Santo vescovo, san Giovanni Battista in età adulta e san Nicola da Tolentino.
La scena si svolge all’interno di una struttura architettonica, che si apre sullo sfondo con un’arcata a tutto sesto. In secondo piano, sono visibili la grotta della Natività con il bue e l’asino e un centro abitato.

 

Bibliografia:
Romano G. Accademia Albertina. Opere scelte della Pinacoteca (catal.), a cura di F. Dalmasso-G. Galante Garrone-G. Romano, Torino 1993, p. 36
Romano G., voce “Defendente Ferrari” in Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 46, Treccani, Roma 1996 in https://www.treccani.it/enciclopedia/

Immagine da:
http://www.pinacotecalbertina.it/i-capolavori/

Link:
https://www.beni-culturali.eu/opere_d_arte/scheda/-adorazione-di-gesu-bambino-e-santi-ferrari-defendente-1480-1485-post-1540-01-00210163/319104

TORINO. Galleria Sabauda, polittico “Madonna che allatta il Bambino, angeli musicanti, santa Barbara con donatore e san Michele; san Valeriano; storie di santa Caterina”

Tempera e oro su tavola con cornice originaria (262 x 347 x 30 cm) dipinta da Defendente Ferrari nel 1520 circa.
Numero di inventario 215 e 216
Nello scomparto a sinistra, santa Barbara con donatore; in alto san Valeriano a mezzo busto; a destra in basso san Michele (la tavola dello scomparto in alto è mancante). Sotto la figura centrale della Madonna allattante, due angeli musicanti.
Nella predella, Storie di santa Caterina.


In origine il polittico era nella chiesa di Santa Maria in Borgo Vecchio ad Avigliana (TO). Acquistato nel 1865 dal Museo. Lo scomparto con San Valeriano fu ritrovato successivamente e acquistato nel 1879.

Capolavoro della maturità di Defendente, caratterizzato da colori preziosi e trasparenti, arricchiti dall’oro nelle vesti e nei tendaggi di fondo, nei gioielli, nelle capigliature lucenti dei santi. L’eleganza sofisticata della materia pittorica è uno dei motivi conduttori di tutta la produzione di questo pittore.

 

Immagine da:
https://www.museireali.beniculturali.it/catalogo-on-line/?tax=esps-sezione-museale&term=galleria-sabauda#/dettaglio/53258_Madonna

TORINO. Galleria Sabauda, “Sposalizio mistico di santa Caterina e san Pietro che legge”

Tempera e oro su tavola (174 x 240 x 12 cm) dipinto da Defendente Ferrari nel 1520-1525.
Numero di inventario 224.

 

La Madonna con il Bambino in trono al centro della pala è una delle più fortunate composizioni del maestro; la prolifica produzione di questi anni conferma l’esistenza di una équipe di collaboratori operanti sotto il suo controllo che, con i materiali grafici disponibili in bottega, replicarono più volte le sue invenzioni.

 

Immagine e notizie da:
https://www.museireali.beniculturali.it/catalogo-galleria-sabauda/#/dettaglio/53268_Sposalizio%20mistico%20di%20santa%20Caterina%20e%20San%20Pietro%20che%20legge

TORINO. Galleria Sabauda, “Ritratto di Carlo II di Savoia”

 

Olio su tavola (29 x 20 cm), attribuito a Defendente Ferrari, inizi XVI secolo.
Numero inventario 189
Il ritratto di profilo del Duca, ancora ispirato alla medaglistica antica, si staglia con forza sullo sfondo scuro. La precisione con cui sono resi i tratti del volto e i particolari dell’abito dimostrano che l’artista ha guardato con attenzione a modelli d’oltralpe.

 

Immagine e notizie da:
https://www.museireali.beniculturali.it/catalogo-on-line/#/dettaglio/58910_Ritratto%20di%20Carlo%20II%20di%20Savoia