TORINO. Museo Civico d’Arte Antica, “Disputa di Gesù tra i dottori”


Tempera su tavola (140 x 93 x 2,5, con cornice: 205 x 147 x 15 cm), dipinta da Defendente Ferrari nel 1510.
Numero inventario 0434/D
Reca una sigla con una M ed una F intrecciate.

Esposto nel 1938 alla mostra del Gotico e del Rinascimento in Piemonte fra le opere attribuibili a Gian Martino Spanzotti, operoso nella regione piemontese, secondo i documenti, dal 1480 al 1526, questo interessante dipinto, dono dell’ing. Vincenzo Fontana, ripropone la complessa questione delle affinità e delle disparità stilistiche d’interi gruppi di pitture variamente assegnate ora al maestro casalese, ora al suo presumubile discepolo Defendente Ferrari “de Clavasio” (Chivasso), la cui attività desunta dalle opere datate finora note va compresa fra il 1500 e il 1535, accettando per sua, e del 1500 come propose Anna Maria Brizio (La pittura in Piemonte dall’età romanica al Cinquecento, Torino, 1942), l’Assunta di Budapest.
E’ infatti dall’attribuzione allo Spanzotti o al Ferrari della Disputa di Gesù coi dottori nel Tempio (e del Battesimo di Cristo nel Duomo torinese), che i suddetti gruppi possono essere spostati dall’uno all’altro pittore: salvo ammettere la tesi di Noemi Gabrielli (La mostra del Gotico e Rinascimento in Piemonte), Bollettino della sezione d’Alessandria della R. Deputazione Subalpina di Storia Patria, luglio-dicembre 1938), la quale assegna la Disputa ad un maestro che avrebbe avuto grande influenza sulla formazione di Defendente, e che potrebbe essere Amedeo Albini, di cui si conosce il nome, ai suoi tempi molto celebrato, da documenti fra il 1460 e i primi del Cinquecento, ma nessuna opera.
Di qui l’importanza di questa Disputa che Vittorio Viale (Gotico e Rinascimento in Piemonte, Torino 1939) diede allo Spanzotti, come già l’aveva data Alessandro Baudi di Vesme (Nuove informazioni intorno al pittore M. Spanzotti, Atti della Società piemontese di Archeologia e Belle Arti, Torino, 1918), interpretando il monogramma visibile su un gradino del trono di Gesù disputante “Martinus Fecit” (là dove la Gabrielli propone l’interpretazione “Amedeo Albini Fece“).
Viceversa la Brizio (op. cit.) non esita ad attribuire la Disputa a Defendente Ferrari, e precisamente alla sua attività giovanile, cioè al primo decennio del Cinquecento: come già il Berenson (Pitture italiane del Rinascimento, Milano 1936).
In questa opposizione di dotti pareri, conviene tener presente che del quadro esistono ben tre repliche con leggere varianti nei tipi e nel fondo, delle quali la prima eseguita da Gerolamo Giovenone nel 1513, la seconda firmata e datata 1526 da Defendente Ferrari (Museo di Stuttgart), la terza, di fattura assai inferiore, di anonimo piemontese, e che lo schema compositivo dell’opera ha punti di contatto con quello, assai più semplice, della Disputa affrescata dallo Spanzotti nel ciclo della vita di Gesù nell’ex convento di San Bernardino di Ivrea.

in Marziano Bernardi, Il Museo Civico d’Arte Antica di Palazzo Madama a Torino, Istituto Bancario San Paolo di Torino, 1954.

Per la datazione cfr. Romano G., 1970, p. 12 e Viale V., 1939, p. 63. Secondo Romano G. (1996, p. 540) da inserire nel gruppo di opere, “in limitato anticipo rispetto alle opere certe del 1509 e del 1511”, che comprende l’Adorazione dei Magi già Contini-Bonacossi ora al Museum di Malibu/Los Angeles [vedi scheda] e l’Adorazione del Bambino notturna del Fogg Art Museum della Harvard University (Cambridge, Mass.) [vedi scheda].
Il monogramma, iscritto sui gradini del trono, è stato variamente letto e interpretato (cfr. ad esempio A. Baudi di Vesme 1918, N. Gabrielli 1938, R. Carità, 1955).
Il dipinto fu “l’archetipo per una serie di tavole dello stesso tema, tra cui la Disputa del Museo della Parrocchiale di Embrun, e quella di Giovenone datata 1513″ (G. Romano 1996).

Proviene dalla collezione Fontana, al Museo per lascito del 1909.

Bibliografia:
– Baudi di Vesme A., I principali discepoli del pittore Martino Spanzotti, in: “Atti della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti”, 1918
– Carità R., Ipotesi sul primo Cinquecento piemontese, in “Bollettino d’Arte”, 1955
– Gabrielli N., La mostra del gotico e del rinascimento in Piemonte, in: “Rivista di Storia Arte Archeologia. Bollettino della sezione di Alessandria della R. Deputazione Subalpina di Storia Patria”, 1938
– Romano G., Casalesi del Cinquecento. L’avvento del manierismo in una città padana, 1970
– Romano G., Dizionario Biografico degli Italiani. Ferrari Defendente, v. 46, 1996
– Viale V., Gotico e del Rinascimento in Piemonte (catalogo mostra), 1939

Immagine e testo da:
https://www.palazzomadamatorino.it/it/le-collezioni/catalogo-delle-opere-online/disputa-di-ges%C3%B9-tra-i-dottori