TORINO. Museo Civico d’Arte Antica, “Trittico con i santi Gerolamo penitente, Giovanni Batt., Giovanni evang., Giorgio, Santo guerriero; Annunciazione; scene della Passione”
Tempera su tavola (282 x 211 cm), realizzata da Defendente Ferrari nel 1520 – 1535 circa – Numero inventario 0464/D
Le grandiose dimensioni del polittico ne hanno impedito la perfetta conservazione nel tempo: la complessa composizione fu ristretta sui lati, a scapito delle lesene laterali e del fastigio centrale.
Nella tavola è rappresentato al centro san Gerolamo penitente, in un deserto di rocce che riempiono gran parte della superficie dipinta, imponendo la propria massa in contrapposizione alla geometria regolare e ordinata delle architetture.
Sulla destra di chi guarda è possibile riconoscere il Battista e san Giovanni con l’Agnello, mentre a sinistra compaiono san Giorgio e un giovane santo guerriero recante l’immagine di una città della quale sarebbe il protettore. Non possiamo identificare con certezza il santo guerriero: se si trattasse di san Secondo si potrebbe sospettare una provenienza del polittico dalla città di Asti.
In alto, i due tondi con l’Angelo e l’Annunciata.
La figura centrale deriva fedelmente dal San Gerolamo datato 1520, giunto in Museo con il lascito Adele Bona (505/D), vedi scheda , rispetto al quale il polittico in questione non deve essere molto più tardo. Qui Defendente continua a guardare alle opere del maestro Martino Spanzotti, ma i monocromi della predella, vicini agli esiti della raffinata tecnica dei vetri dorati e dipinti, si collegano alla diffusione europea delle serie sulla Passione dei grandi incisori nordici del Quattrocento.
All’inizio del Novecento il trittico era di proprietà del conte bresciano Cesare Jacini nel 1917, a Bologna (L. Mallé, 1963). L’acquisizione da Pietro Accorsi, 1932, con il concorso economico di I. Levi, G. B. De Valle e S. Simeom, fu decisa anche per integrare la collezione Fontana, donata al Museo nel 1909, che comprendeva 28 tavole di Defendente, tutte riconducibili a grandi politici smembrati.
Se ne ignora la provenienza originaria, forse individuabile se si potesse identificare con certezza il giovane Santo guerriero con il modellino della città. L’ipotesi che si tratti di san Secondo potrebbe far supporre la provenienza da Asti, di cui il santo è patrono.
Un importante restauro, condotto da Leone Algisi, è stato recentemente effettuato e reso possibile grazie al generoso sostegno dell’avv. Marziano Marzano, già assessore della Città di Torino.




