TORINO. Museo Diocesano, Giovanni Martino Spanzotti e Defendente Ferrari, “Battesimo di Gesu'”

Descrizione:

Torino, Museo Diocesano, Battesimo di Gesu

Giovanni Martino Spanzotti (Varese?, 1455? – Torino?, dopo il 1526) e Defendente Ferrari (Chivasso?, 1480/1485 – 1540 ca.), Battesimo di Gesù, 1508-1510, Tempera su tavola, 183 x 259 cm.
Questa grande pala rappresenta a tutt’oggi uno dei massimi capolavori del Rinascimento piemontese. Ridono le tante tonalità del verde e dell’azzurro che compongono il bellissimo paesaggio boscoso al centro del quale è la figura di Gesù Cristo, al quale San Giovanni Battista sta impartendo il suo battesimo, metafora della penitenza.
Alle spalle di Gesù, sulla riva dell’ameno laghetto, che in questo caso funziona come traduzione locale del fiume Giordano, stanno due delicati angeli, in ricche vesti diaconali.
Dobbiamo ad Alessandro Baudi di Vesme la trascrizione dei documenti originali, oggi scomparsi, riguardanti la commissione e l’esecuzione di questa tavola, allogata, nel 1508, al pittore Giovanni Martino Spanzotti dalla Compagnia di San Giovanni Battista per il proprio altare all’interno del Duomo nuovo di Torino. A distanza di due anni l’opera non era stata ancora terminata e i membri della Compagnia si accingevano a denunciare il pittore che, vista la situazione, molto probabilmente di lì a poco tempo dovette consegnarla (Romano 1990, pp. 332-338). Sebbene i documenti citino esplicitamente Spanzotti, pittore di origini lombarde, attivo nella città di Casale Monferrato fin dal 1481, non pochi sono i dubbi sul fatto che solo lui possa aver dipinto interamente l’opera, per via di differenze stilistiche riscontrabili tra il gruppo principale e altre parti della scena. Alla mano del maestro credo spettino le figure del Cristo e del Precursore, modellate dal dolce rincorrersi di lievi passaggi chiaroscurali, studiati al fine di rendere il più veritieri possibili i corpi, plasticamente potenziati dalla massa delle vesti. Alla base almeno dell’immagine di Cristo è certa l’esistenza di un cartone preparatorio, che Spanzotti riutilizzò dopo aver dipinto una prima versione del Battesimo, fino a cent’anni fa ancora nella collezione Medici del Vascello.
Diversi invece sono gli Angeli sul fondo, immobili nella affogante preziosità dei loro abiti e curati nella resa quasi graffiante dei volti. Quest’ultima parte dell’opera non è impossibile spetti a Defendente Ferrari, probabile allievo dello Spanzotti, con il quale solo qualche anno prima si ritiene possa aver dipinto il polittico dei Santi Crispino e Crispiniano, ancora conservato all’interno del Duomo di Torino. L’attribuzione si basa sui confronti che è possibile fare con le opere che l’artista certamente dipinse a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento, tra cui spicca l’Adorazione del Bambino della pinacoteca dell’Accademia Albertina di Torino, vedi scheda, dipinta tra il 1496 e il 1500 per la cappella Gromo in San Domenico di Biella, che è uno dei più antichi esempi di pala rinascimentale a spazio unico dipinti in Piemonte (Manchinu, 1998, pp. 37-42; Romano 2003, pp. 40-41).
Una volta posto sull’altare, il Battesimo di Gesù servì da modello per altre scene simili, come quelle affrescate, ancora entro il primo quarto del XVI sec. nella cappella Provana in San Pietro di Pianezza e nella chiesa di frazione San Giovanni a Villafranca Piemonte.

Autore: Luca Mana

 

Fonte: Il Museo Diocesano di Torino, catalogo storico artistico, a cura di Luigi Cervellin e Natale Maffioli, Edizioni del Graffio 2011, pp. 78-79.

Bibliografia:
– P. Manchinu, Gli eredi biellesi di Defendente Ferrari, in Rivista Biellese, II, 1; gennaio pp. 37-42;
– G. Romano (a cura di), Domenico della Rovere e il duomo nuovo di Torino, Torino 1990, pp. 264-338, pp. 236-239, p. 208 nota 10;
– G. Romano, Un polittico di Martino Spanzotti per San Francesco a Casale, in Brera mai vista, Giovanni Martino Spanzotti. Un polittico ricostruito, Catalogo della mostra, a cura di M. Ceriana, V. Maderna, C. Quattrini, Milano 2003, pp. 9-41.