TORINO. Museo Diocesano, Gerolamo Giovenone, “San Nicola da Bari”

Descrizione:

Torino, Museo Diocesano, Giovenone, San Nicola da Bari

Gerolamo Giovenone (Vercelli, 1486/1487 ca. – 1555), San Nicola da Bari (1509/1510 ca., Tempera su tavola, cm. 81×150, Torino.
Fino a pochi anni fa per vedere questa bella tavola bisognava entrare nella sacrestia del Duomo di Torino, dove è giunta non si sa quando. Dal 2008 è esposta nel Museo Diocesano di Torino che ha sede nella Chiesa Inferiore del Duomo.

Posto in primissimo piano, sullo sfondo di un paesaggio essenziale, San Nicola da Bari è riconoscibile non tanto per via degli abiti vescovili quanto per le tre sfere dorate che porta nella mano sinistra, che, come vuole la leggenda, furono donate affinché tre giovani fanciulle fossero salvate dalla prostituzione. In pastiglia coperta dalla foglia d’oro sono, oltre che le tre sfere, il bastone pastorale e i particolari ornamentali della mitria e del piviale, quest’ultimo fermato sul petto per mezzo di un razionale a forma di pace, con raffigurata l’immagine del Cristo nel sepolcro, di spanzottiana memoria.
E’ probabile che la tavola facesse parte di un polittico, del quale tuttavia non sappiamo nulla. L’attribuzione del dipinto al pittore vercellese Gerolamo Giovenone, membro di una famiglia d’artisti originaria di Novara, è stata confermata da Giovanni Romano, che nel percorso figurativo dell’artista lo datava intorno al 1508, anno in cui furono dipinte due tavole portate a confronto, già facenti parte di un trittico commissionato dalla famiglia biellese dei Meschiati (Romano 1990, p. 332). Datazione che forse è possibile posticipare di qualche anno, intorno al 1509-1510 ca., per l’evidente debito che il viso del santo ha con il volto del Dio Padre dipinto da Gaudenzio Ferrari nel polittico di Sant’Anna di Vercelli, che, commissionato all’allora giovane maestro di Valduggia nel 1508, fu dipinto entro l’anno successivo. A parte comunque questo particolare, per il resto tutto ricorda la produzione di Giovanni Martino Spanzotti e Defendente Ferrari, che di Giovenone furono i probabili maestri nella Chivasso di primissimo Cinquecento (Baiocco 2004, pp. 147-187).

Autore: Luca Mana

Fonte: Il Museo Diocesano di Torino, catalogo storico artistico, a cura di Luigi Cervellin e Natale Maffioli, Edizioni del Graffio 2011, pp. 80.

Bibliografia:
– G. Romano (a cura di), Domenico della Rovere e il duomo nuovo di Torino, Torino 1990, pp. 264-338, pp. 236-239, p. 208 nota 10;
– S. Baiocco, Gerolamo Giovenone, in Gaudenzio Ferrari. Gerolamo Giovenone. Un avvio e un percorso, a cura di S. Baiocco, E. Villata, Torino 2004, pp. 147-187.