TORINO. Museo Civico d’Arte Antica, “Trittico con i santi Gerolamo penitente, Giovanni Batt., Giovanni evang., Giorgio, Santo guerriero; Annunciazione; scene della Passione”

Descrizione:

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Tempera su tavola (282 x 211 cm), realizzata da Defendente Ferrari nel 1520 – 1526 circa
Numero inventario 0464/D

In alto, i due tondi con l’Angelo e l’Annunciata; a sinistra di chi guarda, le figure di san Giovanni evangelista e di un Santo in armatura che tiene un modellino di città; a destra ci sono san Giorgio e san Giovanni Battista.
Sulla predella, in monocromo, scene della Passione.

La figura centrale deriva fedelmente dal San Gerolamo datato 1520, giunto in Museo con il lascito Adele Bona (505/D),vedi scheda , rispetto al quale il polittico in questione non deve essere molto più tardo. Qui Defendente continua a guardare alle opere del maestro Martino Spanzotti, ma i monocromi della predella, vicini agli esiti della raffinata tecnica dei vetri dorati e dipinti, si collegano alla diffusione europea delle serie sulla Passione dei grandi incisori nordici del Quattrocento.

All’inizio del Novecento il trittico era di proprietà del conte bresciano Cesare Jacini nel 1917, a Bologna (L. Mallé, 1963). L’acquisizione da Pietro Accorsi, con il concorso economico di I. Levi, G. B. De Valle e S. Simeom, fu decisa anche per integrare la collezione Fontana, donata al Museo nel 1909, che comprendeva 28 tavole di Defendente, tutte riconducibili a grandi politici smembrati.
Se ne ignora la provenienza originaria, forse individuabile se si potesse identificare con certezza il giovane Santo guerriero con il modellino della città. L’ipotesi che si tratti di san Secondo potrebbe far supporre la provenienza da Asti, di cui il santo è patrono.

Immagine da:
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