TORINO. Galleria Sabauda, Polittico di Sant’Ivo

Descrizione:

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Il polittico con Sant’Ivo che raccoglie le suppliche dei poveri, tra la Messa di san Gregorio e san Giovanni evangelista a Patmos.
Alla destra e alla sinistra di sant’Ivo sono raffigurati rispettivamente una giovane donna con accanto un bambino e un uomo in abiti eleganti, forse la famiglia Lingotto, committenti dell’opera.
In alto, ai lati del fastigio, sono poste due sculture rappresentanti l’arcangelo Gabriele e Maria, forse aggiunte nell’Ottocento.
La predella riporta le Storie di santa Maria Maddalena, non pertinenti con i soggetti dell’opera.  Si ritiene pertanto che questa provenga da un altro polittico.
Il montaggio iconografico in generale dell’opera è curioso: inconsueto il fatto che due tavole a pendant di uno stesso polittico nel registro inferiore abbiano fondi di colore diverso; l’accostamento di tre pannelli con storie di pari importanza è per il Piemonte un fatto inedito; inattesa è anche sul coronamento l’immagine di Edessa (1).

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L’Adorazione al centro del registro superiore, tra i santi Michele e Caterina, è invece stilisticamente e iconograficamente vicina a quella della tavoletta, sempre di Defendente, conservata al Museo Borgogna di Vercelli (1520 circa), vedi scheda.

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Il gusto fiammingo di soffermarsi sulla preziosità dei tessuti come nel pannello con la Messa di san Gregorio in particolare, anticipa gli esiti più alti della pala dell’Adorazione dei Magi a Leinì (1524-25) vedi scheda .
Nel 1982 il polittico fu acquistato dalla Galleria Sabauda presso gli eredi del senatore Rosazza.

Il polittico viene datato intorno al 1520 e proviene dalla Collegiata di Santa Maria della Scala a Moncalieri (To); è dipinto a tempera su tavola, misure una larghezza di cm. 270 per una altezza di cm. 345 e si trova al piano terra della Galleria Sabauda, numero inventario 1061.
Il polittico, attribuito a Defendente Ferrari da Cavalcaselle intorno al 1870, quando era ancora collocata nella collegiata di Santa Maria della Scala a Moncalieri (To), entrò successivamente nella collezione del senatore Federico Rosazza e venne trasferito dal 1880 nella parrocchiale di Rosazza, presso Biella.
L’opera venne probabilmente commissionata intorno al 1520 da Michele Lingotto per la propria cappella gentilizia a Moncalieri (To).
E’ stato messo in dubbio che la predella con le “Scene della Maddalena” e il gruppo scultorio dell'”Annunciazione” facessero parte dell’originario polittico.

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(1) Era un telo con l’immagine del volto di Cristo, venerato dalle comunità cristiane orientali, detto mandylion https://it.wikipedia.org/wiki/Mandylion