SANT AMBROGIO DI TORINO (To), Sacra di S. Michele, Trittico della Immacolata Concezione.

Descrizione:

Nello scomparto centrale del trittico è rappresentata la Madonna, che poggia su un arco di luna, nell’atto di allattare il Bambino.
Le due figure sono inserite entro un ovale decorato con teste di angeli e su uno sfondo dorato.
Nel pannello di sinistra è effigiato San Michele che trafigge il diavolo, rappresentato come un mostro; a destra San Giovanni Vincenzo presenta il committente, Urbano di Miolans, commendatario della Sacra tra il 1503 e il 1522. I pannelli sono inquadrati da una cornice dorata di gusto rinascimentale e separati da colonnine decorate; in alto la tavola centrale è chiusa da un arco, a cui è sovrapposto un fregio.
Nella predella del trittico si succedono tre diverse scene, scandite dai volti di quattro profeti: la Visitazione, l’Adorazione del Bambino (o Natività) e l’Adorazione dei Magi; le medesime scene ricorrono nella predella del polittico conservato nel Santuario della Madonna dei laghi ad Avigliana. Nel pannello centrale della predella è presente un elemento costante nella iconografia dell’Adorazione di Defendente: il Bambino adagiato su un lembo del manto della Madonna, come è testimoniato da numerose altre opere, quali ad esempio le scene centrali dei polittici di S. Antonio di Ranverso a Buttigliera-Rosta e di S. Giovanni ad Avigliana, la cosiddetta Adorazione notturna nel Museo civico di Arte Antica di Torino, la tavola nella cattedrale di S. Giusto a Susa.
Oltre al trittico della Sacra, altre opere di Defendente, come il polittico dei Calzolai nella cattedrale di Torino, il trittico nella Galleria Sabauda di Torino, la tavola della Madonna con il Bambino di Palazzo Pitti a Firenze, attestano la presenza di una iconografia frequente anche nell’arte fiamminga, la Madonna del latte, documentata ad esempio da alcune opere di Rogier van der Weyden, pittore fiammingo vissuto tra il 1400 e il 1464 circa.
Per la datazione si può prendere come riferimento la presenza, nel pannello di destra, del committente Urbano di Miolans, commendatario della Sacra tra il 1503 e il 1522. La data proposta da G. Romano cade tra il 1503 e il 1507.
Il trittico ha una storia complessa sia per la collocazione sia per la composizione. Una visita pastorale del 1744 documenta la presenza in “un andito chiuso sotto la campata centrale della navata destra” (G. Romano) di un’ancona costituita da dodici tavole di diversa grandezza, che in seguito furono separate. Fra queste vi sono le tre che costituiscono il trittico attuale, ricomposto nel 1920, in origine collocato sull’altar maggiore della chiesa; la sistemazione attuale, successiva al restauro, iniziato nel 1987 ed eseguito dalla ditta Nicola di Aramengo, è la parete di fondo del coro vecchio, accanto a un’altra opera di Defendente, la pala con la Madonna in trono, il Bambino e due Santi.
G. Romano, sulla base di un’analisi della stesura pittorica, ha concluso che solo le figure delle tavole laterali siano da attribuire all’attività giovanile di Defendente, mentre la tavola centrale, che “rivela dettagli di una raffinatezza e un impegno tecnico assolutamente inconsueti nella produzione pittorica piemontese di quegli anni”, sarebbe da ascrivere a una mano diversa, capace di “una paziente rifinitura da miniatore.”

Bibliografia:
– G. ROMANO, Opere d’arte e committenti alla Sacra: dal XIV al XVI secolo, in “La Sacra di San Michele. Storia Arte Restauri”, a cura di G. Romano, Torino 1990, pp. 160-176.
– M. L. REVIGLIO DELLA VENERIA, Il cammino di San Michele, in “Il millennio composito di San Michele della Chiusa”, VIII, Borgone di Susa, s.i.d., pp. 89-90.

Un ringraziamento ai Padri Rosminiani della Sacra e alla segretaria, signora E. Bollea, per la disponibilità e la cortesia.