SAN BENIGNO CANAVESE (TO). Chiesa abbaziale di Santa Maria Assunta/Fruttuaria, “Madonna in trono tra Santi e predella con episodi della vita di san Tiburzio”

Descrizione:

Fruttuaria pala Defendente-web

Ancona lignea con predella (2,30 x 1,40 cm), realizzata da Defendente Ferrari, conservata nella sacrestia dell’antichissima chiesa dell’ex abbazia benedettina.

San Benigno Canavese prende il nome dal Santo che pare sia stato un monaco inviato nel II secolo a evangelizzare le Gallie, dove fu martirizzato ucciso con un colpo di sbarra alla nuca o, secondo un’altra versione scorticato vivo con il fuoco. Il suo culto si diffuse a Digione dando la titolarità all’abbazia di San Benigno ove fu abate Guglielmo da Volpiano che nel X secolo fondò l’abbazia di Fruttuaria intitolando anch’essa a san Benigno, da qui venne il nome del paese.
Gugliemo portò a Fruttuaria le reliquie dei santi Primo, Feliciano e Tiburzio, che i Sambenignesi portano in processione durante la festa patronale della seconda domenica di luglio.
I santi Primo e Feliciano erano due fratelli patrizi, il primo di soli quattro anni e otto mesi, martirizzati al XV miglio della via Nomentana, durante la persecuzione di Diocleziano, nel 303 circa.
San Tiburzio era un giovane studente di scienze forensi che intendeva seguire le orme del padre Agrestio Cromazio, prefetto di Roma nel 284. Entrambi convertiti da san Sebastiano, furono giustiziati dal nuovo prefetto Fabiano, sotto l’Impero di Diocleziano. Tiburzio, costretto a camminare sui carboni ardenti non riportò alcun danno; in nome di Cristo sfidò il giudice a lavarsi le mani in un catino di acqua bollente al cospetto di Giove. Fabiano non osò provare e, sentendosi umiliato da tale affronto, fece decapitare Tiburzio al terzo miglio della via Labicana, l’11 agosto del 286.

L’ancona di Defendente Ferrari, che raffigura la Madonna col Bambino e quattro Santi (Benedetto con saio e bastone pastorale e altre tre figure con la palma del martirio), fu così descritta da Viale (1) : «Contro uno sfondo di archi e finestre di un grande tempio, si innalza il trono tutto coperto di un broccato d’oro con ornati a rilievo e vista assisa la Madonna che tiene dritto in piedi sulle sue ginocchia Gesù Bambino. Due angeli seduti sul dossale del trono cingono la Vergine di una corona d’oro; sui gradini in basso dove sono stesi steli fioriti, altri due angeli suonano con mandola e violino. A fianco della Madonna stanno, a sinistra, san Benigno e san Benedetto, il primo vestito da una cotta da diacono e di una dalmatica gialla controtagliata di rosso a fiorami; il secondo con un piviale rosso a fiorami d’oro gettato sulla veste monacale [e con il bastone pastorale].
A destra sono sant’Agapito [?] e san Tiburzio, l’uno in veste diaconale con una dalmatica verde a fiorami e a scollo d’oro; l’altro in armatura, con gambali verdi ageminati d’oro, ginocchiere dorate, cotta e mantello rossi, corazza scura [e con la palma del martirio].

La predella [che illustra i momenti salienti della vita di san Tiburzio] è divisa in tre scomparti. Nel primo a sinistra, in una chiesa, intorno a una vasca battesimale, un sacerdote assistito da un diacono battezza s. Tiburzio ed un vecchio (veste azzurra, manto rosso) [il padre del Santo?]. A sinistra è raccolto un gruppo di devoti, e nel fondo si erge un altare ornato di un paliotto verde, e di una statuina di Madonna tra Angeli.
Nella tavoletta centrale, su un grande ed ornato trono, è seduto tra i suoi giudici il vecchio imperatore, in veste verde a riflessi rosati e con cappuccio rosso. Davanti a lui sta, ancora in armatura, il Santo, che trattenuto con una corda da un soldato (brache gialle e giacca azzurra) e confortato da un angelo, viene martirizzato su un braciere acceso. Nello sfondo è una veduta finissima di un quartiere di città con templi, case, mura, prigioni.
Nel terzo pannello presso ad un anfiteatro in rovina (Colosseo?) e ad un mausoleo, presenti alcuni armati, il carnefice (calzari e cintura rossi, camice bianco e giubba verde) ha decapitato il Santo e sta ringuainando la sciabola.»
san Benigno -predella -da Viale
Bibliografia:
(1) Viale V., Gotico e Rinascimento in Piemonte (catal.), Città di Torino, Torino 1939, pp. 90-91 e tavola 65

Notario M., San Benigno Canavese terra di Fruttuaria, Comune San Benigno Canavese, 2008

Immagini dai testi sopracitati

 

Info su Fruttuaria,
https://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia_di_Fruttuaria

http://archeocarta.org/san-benigno-canavese-to-abbazia-fruttuaria/