TORINO, Galleria Sabauda, “Re David”

Descrizione:

Defendente_Ferrari_-_King_David_c1525_-_(MeisterDrucke-838685)

Tempera su tavola (21 x  32,5 cm), dipinta da Defendente Ferrari nel 1525.
Numero di inventario 1178

Probabilmente il dipinto costituiva uno degli elementi della predella di un polittico non identificato e allo stesso insieme appartiene, il pannello (quasi identico per dimensioni) raffigurante Re Salomone, posto sul mercato antiquario intorno al 2020. Vedi qui.

Link:
https://www.museireali.beniculturali.it/catalogo-galleria-sabauda/#/dettaglio/472417_Re%20David
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I Santi di Defendente Ferrari recuperati dai Carabinieri
«Il professor Giovanni Romano ha presentato il 7 ottobre 2010 a Palazzo Carignano quattro tavolette lignee, raffiguranti i santi Giovanni Battista, Pietro, Bartolomeo e Tommaso, dipinti dalla scuola del pittore piemontese Defendente Ferrari (1509-1535).
Trafugate dieci anni fa alla Galleria Sabauda, sono state recuperate dai Carabinieri del “Nucleo Tutela Patrimonio Culturale”, comandati a Torino dal capitano Guido Barbieri, affiancato nell’operazione dai funzionari della Soprintendenza guidata da Edith Gabrielli.
Alle quattro opere si aggiunge e verrà presentata un’ulteriore tavoletta di Ferrari, raffigurante Re Davide, acquistata sul mercato antiquario dal Ministero dei Beni Culturali per 65 mila euro. Ne dà notizia Mario Turetta, direttore regionale ai Beni Culturali.
Le quattro tavole recuperate dai Carabinieri erano inserite da anni fra i principali obiettivi del nucleo di tutela dell’Arma. Scomparvero nei magazzini della Galleria Sabauda alla fine degli anni Novanta. Le indagini, proseguite per un decennio, hanno sondato il mercato d’arte legale e illecito, finché le quattro tavolette sono state segnalate quale proprietà di uno studioso, che è risultato del tutto estraneo al furto e che si è subito reso disponibile a collaborare con i Carabinieri. I funzionari della Soprintendenza, all’atto del ritrovamento, hanno accertato che le opere avevano subito alcuni ritocchi per evitare il loro riconoscimento. Ma non hanno ingannato gli esperti.
L’attività investigativa ha poi accertato che vennero messe in vendita in un mercatino antiquario dell’astigiano. Qui furono acquistate “in perfetta buona fede”, come assicurano i carabinieri, dallo studioso che le ha poi custodite, fino al loro sequestro giudiziario.
Torneranno ora alla Sabauda, accompagnate dalla tavola di Re David.»
Autore: Maurizio Lupo
Fonte: La Stampa, 7 ottobre 2010